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I manuali di storia dell’obbligo sono per comodità divisi in capitoli; questi però non si limitano ad essere numerati, bensì recano dei titoli.
E questi titoli, contrariamente a quel che si pensa, non si limitano a descrivere il contenuto del capitolo, ma danno anche un giudizio di valore. Per esempio “Medioevo”, “Rinascimento”, “Risorgimento”, “resistenza”.
Analizziamo i termini.
“Medioevo” significa, come tutti sanno, “età di mezzo”, laddove “Rinascimento” sta per “nuova rinascita”; se si rinasce vuol dire che prima di essere morti si era già nati una volta, per cui adesso si “ri-nasce”.
Dunque il “Medioevo”, epoca precedente al “Rinascimento”, era il tempo in cui l’umanità era morta.
Quanto dura il “Rinascimento”? Pochi decenni, verso la fine del Quattrocento.
Poi? Si ha l’età moderna, e tutti tiriamo un sospiro di sollievo...
Il “Medioevo”, i “secoli bui”, quanto è durato? Dalla caduta dell’Impero Romano fino alla scoperta dell’America; così dice il manuale.
Dunque mille anni e qualcosina. Mille anni! Sbrigativamente catalogati come “età di mezzo”.
Che lunga morte! Ma “in mezzo a che cosa” ? All’età classica e al Rinascimento; vuol dire che si era vivi ai bei tempi di Atene e Roma, poi si morì per mille anni e si rinacque infine alle soglie del Cinquecento...
Il Sessantotto ha virato il tutto in senso marxista; et voilà tutti siamo riciclati nella convinzione che: Garibaldi e Napoleone erano buoni, cos’ come i Nordisti negli USA, mentre i Borboni erano cattivi perchè non volevano cedere volontariamente il Sud ai piemontesi.
E pure il Papa, che “per il suo bene avrebbe fatto meglio a regalare Roma a Vittorio Emanuele II”. Ancora i Sudisti americani erano cattivi perchè volevano tenere in schiavitù i negri e i Nordisti divennero cattivi quando sterminarono gli indiani, che erano buoni e saggi.
(dall’introduzione di Rino Cammilleri)