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Sulla identificazione dei manoscritti di Qumran (Mar Morto) c'è da tempo una contrastante disparità di opinioni. I frammenti che più degli altri sono stati oggetto di studi e discussioni tra i biblisti sono quelli della grotta 7, scoperti nel 1955; in particolare, il frammento 7Q5 (ipotizzato nel 1972 dal papirologo spagnolo José O'Callaghan per Marco 6,52-53). Se questa ipotesi fosse vera, e quindi anteriore al 68 d.G. (data della distruzione delle grotte di Qumran da parte dei Romani), avremmo in 7Q5 il più antico frammento di un testo scritto dei Vangeli. Le reazioni degli studiosi furono per lo più negative, perché si sosteneva che il Vangelo di Marco fosse stato scritto molto più avanti. L'autore di questo volume, storico della letteratura e papirologo, ha approfondito la tesi di O'Callaghan, vagliando i rilievi negativi, esaminando di persona il frammento e verificando tutto quanto è stato scritto sui manoscritti di questa epoca da altri studiosi. Egli è giunto alla conclusione che l'ipotesi di O'Callaghan è corretta e che, pertanto, nella grotta 7 di Qumran noi abbiamo alcuni dei frammenti più antichi della letteratura cristiana, copiati già verso gli anni 50 d.C, ritenendo, inoltre, sulla base di una ricca documentazione, che tra le prime comunità cristiane di Gerusalemme e quella di Qumran ci fossero frequenti contatti.