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Questo è un libro a sé. Nel senso che può essere letto come opera del tutto autonoma. Ma, al contempo, è il quarto volume di una collana che ha preso il nome — «Vivaio» — da una rubrica uscita per anni sul quotidiano Avvenire e che suscitò grande favore e grande ostilità, in ogni caso grande interesse. Comparvero, così, tre grossi volumi: Pensare la storia, La sfida della fede, Le cose della vita. I lettori compresero il progetto: partire dall'attualità, ma per tentare indagini e riflessioni che aiutassero a ritrovare una prospettiva cristiana sugli eventi. Quelli del presente, ma anche di quel passato della Chiesa su cui si sono accumulate troppe «leggende nere».
Dopo anni, ecco un nuovo volume — Emporio cattolico — composto da materiali usciti su mensili o su quotidiani, secondo il metodo consueto: non un centone di ritagli ma la ricerca di una apologetica cattolica per i nostri tempi. È una serie incalzante di incursioni attraverso storia, ideologie, cronaca, personaggi, in una prospettiva che ribalta conformismi, luoghi comuni, vulgate ossequiate ma menzognere. Ogni affermazione è sorretta da una massa impressionante di dati, di notizie, magari di aneddoti spesso sconosciuti che rendono la lettura di queste pagine un'avventura non solo intellettuale ma anche esistenziale, in grado, davvero, di cambiare prospettiva sul mondo, di suscitare pensieri nuovi e inattesi.
VITTORIO MESSORI, nato a Sassuolo, si è laureato a Torino con i maestri del laicismo. Dopo la scoperta della fede, ha dedicato la vita di giornalista e di scrittore alla ricerca della verità del Vangelo. Il primo libro, Ipotesi su Gesù, è tuttora ristampato, dopo più di un milione di copie vendute in Italia e la traduzione in decine di lingue. Molti altri best seller internazionali sono seguiti. Vittorio Messori è il solo ad avere scritto un libro intervista con i due ultimi pontefici: Rapporto sulla fede, con Vallora Prefetto dell'ex Sant'Uffìzio, Joseph Ratzinger, e Varcare la soglia della speranza con Giovanni Paolo II. Collabora al «Corriere della Sera».