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Contesto storico e prospettiva d'insieme nella controversia dell'«olocausto»
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| | €10,33 |
Legenda:
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Disponibilità |
Contenuto
Le accuse di sterminio circolate dopo la guerra avevano come origine quelle che circolavano durante la guerra. Tuttavia le differenze tra le une e le altre consentono di dedurre come le accuse del tempo di guerra non poggiassero su fatti reali – Tanto i documenti del tempo di guerra, quanto il comportamento degli ebrei presenti nell'Europa occupata provano che non si era informati su un piano di sterminio – Le organizzazioni ebraiche fuori dall'Europa occidentale, come il Joint Distribution Commitee, il World Jewish Congress, la Jewish Agency, ecc., non si sono comportate come se credessero alle proprie accuse – I governi alleati e i loro servizi di informazione non hanno mai fornito notizie suscettibili di dimostrarle – Nemmeno il Vaticano ci credeva – Le attività del Comitato Internazionale della Croce Rossa non si conciliavano con le accuse di genocidio – I documenti tedeschi non parlano di sterminio, bensì essenzialmente di un programma di espulsione e di installazione all'Est. Negli archivi dei campi di concentramento e in altri archivi tedeschi non c'è nulla sulle camere a gas – Gli oppositori di Hitler, compresi coloro che lavoravano all'interno dei servizi di informazione della Wehrmacht, non erano assolutamente a conoscenza di un programma di eliminazione degli ebrei.
Premessa (C. Saletta) – Introduzione – Gitta Sereny – La Donazione di Costantino – Le strategie – Contesto e prospettiva – Rilievi conclusivi – Bibliografia – Nomi citati.
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