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Fondamentalismi (I)
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88-01-02340-5 | | €9,00 |
Legenda:
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Disponibilità |
Contenuto
Parafrasando Marx, si può affermare che uno spettro si aggira oggi per il mondo e turba i sonni anche di coloro che non si interessano particolarmente di religione: lo spettro del fondamentalismo. Si sente sempre più spesso parlare non solo di una "destra fondamentalista" che influenza gli esiti delle elezioni americane, ma anche di un "fondamentalismo islamico" - spesso sospettato di legami con il terrorismo -, di un "fondamentalismo induista" che reclama l’espulsione dei missionari cattolici e protestanti dall’India, e così via. Ma lo spettro è reale? È possibile definire il fondamentalismo in modo scientificamente corretto? A queste domande risponde lo storico delle religioni svizzero Jean-François Mayer, attento anzitutto a mettere in guardia contro qualunque uso dell’etichetta "fondamentalismo" a fini meramente polemici o per squalificare avversari religiosi ritenuti non "politicamente corretti". Mayer esamina quindi le correnti più spesso qualificate come "fondamentaliste" e il loro complesso rapporto (che non è di semplice rifiuto) con la modernità, proponendo di distinguere fra due grandi categorie: i fondamentalismi e i nazionalismi religiosi, entrambi comunque protagonisti ormai ineliminabili della scena religiosa e politica mondiale, con i quali la stessa globalizzazione sempre più spesso è chiamata a fare i conti.
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