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Libertà della Chiesa nello stato comunista (La)
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Contenuto
Nell'anno 313 cessarono le persecuzioni degli imperatori romani alla Chiesa. L'imperatore Costantino, con l'editto di Milano, riconobbe la libertà della Chiesa nell'impero. Da allora, questo diritto fondamentale della Sposa di Cristo è stato riconosciuto da tutti i popoli d'Occidente, con rari intervalli, sempre passeggeri, in momenti di gravi sconvolgimenti.
Nel 1917 nella Russia comunista, e poi nei paesi da essa successivamente soggiogati, la persecuzione si scatenò terribile, e già da più di mezzo secolo i cristiani sono dovuti ritornare progressivamente nelle catacombe.
Oggi, in diversi di questi paesi, il comunismo tende la mano alla Chiesa, e si offre di restaurarne la libertà. Con quali intenzioni? A quali condizioni? Queste condizioni sono accettabili per la coscienza cattolica?
L'atteggiamento di fronte al comunismo dei sei¬cento milioni di cattolici di tutto il mondo dipende sostanzialmente dalle risposte che saranno date a queste domande. Le affronta Plinio Correa de Oliveira nello studio su La libertà della Chiesa nello Stato comunista, e, sulla base della dottrina cattolica tradizionale, prova che tale libertà è impossibile.
Plinio Correa de Oliveira — uno dei maestri del pensiero cattolico contro-rivoluzionario del secolo XX — è autore di fama mondiale, le cui opere hanno ampio corso anche in Italia. Tra esse ricordiamo Rivoluzione e Contro-Rivoluzione, (3" ed. it. accresciuta, Cristianità, Piacenza 1977) e II crepuscolo artificiale del Cile cattolico (ed. it., Cristianità, Pia¬cenza 1973). I suoi scritti compaiono regolarmente sulla rivista Cristianità di Piacenza.
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