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Quando, nel 1969, fu introdotta la nuova messa, molti Cattolici erano convinti che le orazioni o del proprio della Messa (collette, segrete e postcommunio) fossero le stesse della liturgia tradizionale della Chiesa che, in alcuni casi, nel rito latino, risalivano al 150 dopo Cristo.
Fu solo nel 1986, quando la Sacra Congregazione dei Riti cominciò "poco alla volta a pubblicare le nuove preghiere insieme alle antecedenti" (pag. 18), che i ricercatori furono in grado di confrontare le preghiere della nuova messa con quelle dell'antica liturgia cattohca.
"I problemi delle preghiere della messa moderna" è il primo studio che si occupa di tale confronto. Il risultato è al tempo stesso impressionante e inconfutabile. In questo agile, dotto e ben documentato libro, Padre Cekada dimostra come quasi tutti i concetti tipicamente cattolici siano stati eliminati dalle preghiere del Novus Ordo Missae e sostituiti da espressioni assai blande, che non offendono alcuno. Sono sparite parole quali "sacrificio", "riparazione", "inferno", "la gravità del peccato", "le insidie del male", "il fardello del male", "avversità", "nemici", "i mali", "tribolazioni", "afflizioni", "infermità dell'anima", "durezza di cuore", "concupiscenza del cuore o degli occhi", "indegnità", "tentazione", "cattivi pensieri", "gravi offese", "perdita del cielo", "morte eterna", "punizione eterna", "frutti proibiti", "colpa", "eterno riposo", "vera fede", "meriti", "intercessione", "comunione dei santi", "fuoco dell'inferno", ecc. Nessuno può contestare le scoperte dell'autore che non solo le documenta con circa cinquecento citazioni dai testi del vecchio e nuovo Messale, ma in molti casi, pubblica, una a lato dell'altra, le nuove e le vecchie preghiere e le offre all'esame del lettore.
"I problemi delle preghiere della nuova messa" presenta i fatti in modo non emozionale ma scientifico e rivela con un'evidenza che sconcerta (pianto il contenuto delle preghiere del proprio del Novus Ordo Missae sia stato sistematicamente decattolicizzato.