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A pochi anni dalla sua conclusione, il Novecento non pare affatto intenzionato a finire. E il secolo che ha consumato più storia, più ideologia, più religioni, più tecnologie di ogni altro. E il secolo delle grandi rivoluzioni (quelle comuniste, quelle fasciste , quella tecnologica) ma anche il secolo delle disillusioni altrettanto grandiose. E così, mentre la prima metà del Ventesimo secolo è passata all'insegna delle magnifiche sorti e progressive dell'umanità, la seconda è trascorsa nel raccogliere i cocci del disincanto.
Ma i paradossi non finiscono qui. Nel Novecento sono cresciute a dismisura sia la speranza di vita dell'umanità, favorita dal benessere che si è diffuso in sempre più ampi strati sociali grazie ai progressi delle scienze, sia le minacce di annientamento, di distruzione, di morte. E stato dunque un secolo sterminato e sterminatore: sterminato perché affollato da una legione di sconvolgimenti, di fedi, di delusioni; sterminatore non solo perché costellato di crimini e stragi ma anche perché riesce difficile, dopo di esso, pensare un futuro possibile e verosimile.
In questo suo nuovo libro, Marcello Veneziani propone di leggere il senso del Novecento (e il suo rapporto con il secolo che ci attende) guardando a un panorama familiare e al tempo stesso sorprendente: quello della nostra storia, la storia italiana. Perché a chi osserva con attenzione appare chiaro come l'Italia abbia giocato un ruolo di protagonista centrale in questo secolo, anche oltre la nostra stessa consapevolezza. In Italia, infatti, nasce la prima arte originale del' Novecento; dall'Italia scaturiscono i semi da cui germoglia la rivoluzione delle telecomunicazioni (Ma rconi) e la rivoluzione dell'energia atomica (Fermi).
Ma soprattutto l'Italia si afferma nel Novecento come laboratorio politico, in cui reagiscono i costituenti ideologici che hanno dato la loro impronta al secolo: capitalismo, fascismo, comunismo. All'Italia, dunque, e alla sua storia dolorosa e sofferta, alle sue alchimie ideologiche e politiche si rivolge Veneziani in questo libro fuori dal coro per individuare quel filo nero e rosso che congiunge fascismo e comunismo, e anche edonismo, benessere e orrori della globalizzazione. Ma soprattutto per proporre un superamento "scandaloso" delle categorie della politica classica: destra e sinistra, conservazione e progressismo.E uscire, una volta per tutte, dal secolo sterminato.