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La presente edizione di uno dei maggiori classici della letteratura religiosa e filosofica di ogni tempo è nata dalla felice collaborazione di due studiosi, di formazione prevalentemente filologica l'uno, filosofica l'altro.
Antonio Marzullo è l'Autore della traduzione e dell'ampia introduzione che apre il volume; inoltre, ha curato il testo latino, esemplato generalmente su quelli forniti dal de Labriolle e da M. Pellegrino.
Virginia Foà Guazzoni ha steso le note, i sommari di ogni libro, le premesse di ogni capitolo.
Esperti di problemi teologici hanno offerto la loro consulenza, discutendo con i due Curatori i molti problemi posti dalla traduzione di un testo quanto mai arduo.
Questa nuova traduzione e il diffuso commento si segnalano innanzitutto per lo scrupolo filologico che li ispira e che non è mai disgiunto da un vivo impegno filosofico e da un continuo richiamo alla tradizione classica sino a Plotino, nell'intento di fissare un contenuto speculativo che non trova ostacolo nella fede, ma da essa si alimenta.
La traduzione è nata da uno studio approfondito delle strutture linguistiche peculiari di S. Agostino, e si è proposta in ogni momento di rispettarne gli schemi espressivi, mostrando come questi, improntati ad antichi sistemi retorici, si risolvano spesso in insistenti contrapposizioni concettuali e lessicali che superano la fredda retorica per esporre, in incisive antitesi, un nuovo principio di fede e di «humanitas».