Contenuto
Esistono ancora i reazionari? Tutti negano di esserlo, perciò sembrano una specie che vive soltanto nei discorsi politici, negli articoli dei commentatori, nei libri dei moralisti: una specie-bersaglio, cui si attribuiscono varie infamie, e nell'ipotesi più dolce il ritardo sul cammino del progresso. Si capisce perché nessuno è disposto a caricarsi di tante colpe. Dunque una specie virtuale? Lo sarebbe, se Fausto Gianfranceschi non si facesse avanti con questo libro per dichiararsi spudoratamente reazionario e per esporre le sue ragioni, in un concerto di tonalità che vanno dall'ironia alla polemica più spericolata, dalle riflessioni sull'amore carnale alla meditazione metafisica. Non è un saggio convenientemente articolato, e ciò rende le pagine di Gianfranceschi più godibili. È l'esposizione di un carattere, di uno stile di vita, di un modo di reagire che, mentre si differenzia dal coro dell'omologazione universale, sollecita la curiosità riuscendo a sorprendere il lettore sia per le idee apparentemente paradossali sia, in fondo, per il trasparire di una ragionevolezza che sembra audace soltanto perché contraddice il conformismo dei razionalisti. Qualcuno potrà irritarsi, ma anche questa sarà una reazione positiva, se la dialettica della cultura non è una chimera.