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«L'ordine sociale cristiano si situa all'opposto delle teorie marxiste che in ogni parte del mondo in cui sono applicate, non hanno mai portato altro che la miseria, l'oppressione dei più deboli, il disprezzo dell'uomo e la morte. Esso rispetta la proprietà privata, protegge la famiglia contro tutto ciò che la corrompe, incoraggia le famiglie numerose e la presenza della donna al focolare, lascia una legittima autonomia alle iniziative private, promuove le piccole e medie industrie, favorisce il ritorno alla terra e stima nel suo giusto valore l'agricoltura, preconizza le unioni professionali, dà la libertà scolastica, protegge i cittadini da qualsiasi forma di sovversione e da rivoluzione.
Quest'ordine cristiano si distingue nettamente anche dai regimi liberali fondati sulla separazione della Chiesa dallo Stato, la cui impotenza a superare le crisi si afferma sempre di più. Come potrebbero sbrogliarsela dopo essersi volontariamente privati di Colui che è 'la luce degli uomini'? Come potrebbero unire le energie dei cittadini, quando non hanno più altri ideali da proporre loro se non il benessere e il comfort? Essi hanno potuto mantenere viva l'illusione per qualche tempo, perché i popoli conservavano abitudini di pensiero cristiane e i loro dirigenti, più o meno coscientemente, coltivavano ancora qualche valore.
All'epoca delle 'rimesse in causa', i riferimenti impliciti alla volontà di Dio scompaiono; i sistemi liberali lasciati a se stessi, non essendo guidati da qualche idea superiore si svuotano, divenendo facile preda delle ideologie sovversive».
Da vent'anni a questa parte, il liberalismo ha conquistato anche la Chiesa, ed è per questo che i cattolici rimangono perplessi. Nuova messa, nuova teologia sacramentaria, nuovo catechismo, nuovo diritto canonico... È una nuova religione che si sta instaurando?
Monsignor Lefèbvre risponde a tale interrogativo con una logica inappuntabile e facendo leva sull'insegnamento costante della Chiesa, che non appartiene al passato e non è affatto andato fuori corso, per la seguente semplice ragione: «Qui non esiste né passato, né presente, né futuro, giacché la Verità è di tutti i tempi, è eterna».