Contenuto
Louis Salleron è un laico, come vuole il Concilio Vaticano II; un laico che sì prende a cuore i destini della Chiesa, che ama questa nostra Chiesa e quindi, teneramente, tutto ciò che costituisce l'essenza della sua vita, dottrina e liturgia al primo posto e conseguente carità.
Dove la dottrina vacilli, dove la preghiera pubblica, cioè liturgica, languisca, non fiorisce la carità, la più bella delle virtù teologali che pure non sta senza la fede, senza la pietà.
Tutto ciò è ben presente nelle pagine di L. Salleron che, per nostra fortuna, non è teologo e non appartiene quindi a nessuna di quelle scuole teologiche o peggio esegetiche (bui-liane, rahneriane, kunghiane, congariane e via via) che, agli occhi di noi laici, arruffano ì fili e poca luce propagano.
L. Salleron è studioso di Economia Politica e di tale disciplina è professore onorario all'institut Catholique di Parigi. È autore di diversi libri, fra cui uno studio su Teilhard de Chardin, « Six Etudes sur la proprietà coilective », « Diffuse? la Proprìeté », « L'Automation », « Les Catholi-ques et le Capitalisme ».
I due saggi che qui si pubblicano apparvero per la prima volta su « itinéraires », la bella, coraggiosa rivista di J. Medsran di cui Salleron è assiduo e valoroso collaboratore, nel novembre 1967 e nel febbraio 1968. Siamo lieti di presentarli al pubblico italiano, convinti che essi susciteranno molte salutari riflessioni e ci aiuteranno a tornare all'autentica Liturgìa, alla vera « pietas ».
Ettore Paratore, autore dell'introduzione tanto accorata quanto vibrante, è il latinista di fama mondiale che sotto ogni aspetto onora l'Università di Roma.