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Il pensiero di Wilhelm Ròpke (1899-1966), rappresenta una sintesi particolarmente interessante tra economia di mercato e conservatorismo politico ed etico-religioso, cosa che lo differenzia, e in meglio, dal discorso neocon contemporaneo, molto poco esauriente per quanto concerne la teoria economica.
D'altro canto la sua difesa delle forme di vita tradizionali, inserite in un ambiente a misura d'uomo ma non artificiale, costituisce ancora oggi un'alternativa alla omologazione delle comunità politiche e dei paesaggi urbani e naturali. Processo imposto da un cosmopolitismo redivivo (saint-simonismo, universalismo, globalizzazione) cui sempre si oppose, considerandolo incompatibile con l'eterogeneità culturale, vanto della civiltà europea.
Ròpke è pertanto uno dei massimi sostenitori di una «via di mezzo» fra liberalismo e socialismo, che egli chiamò «Dritter Weg».