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Questa raccolta di saggi di Adriano Romualdi (1940-1973) costituisce un'ampia introduzione di carattere divulgativo ai punti più controversi della ricerca sugli Indoeuropei: formazione, antropologia fisica, connotati spirituali, espansione geografica e destino di un popolo le cui origini si perdono nella più remota preistoria e in cui affondano le radici della nostra cultura.
Tuttavia, il significato di quest'opera esplicitamente «schierata» va oltre il ristretto àmbito scientifico ed erudito. Nella visione dell'Autore, infatti, la ripresa d'interesse per le origini indoeuropee avrebbe dovuto congiungersi a un'azione politica e culturale per il ripristino e l'affermazione degli autentici «valori di sangue e di tradizione» della «Nazione-Europa».
Anche se questo disegno irrealizzato incontrò, tra l'altro, lo scetticismo di Evola, l'opera si distingue tutt'ora per la complessità di idee, la perentorietà di analisi e l'efficacia di stile del giovane studioso precocemente scomparso.