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Il pensiero di Gustavo Bontadini (1903-1990) viene spesso presentato come interamente plasmato dalla tensione al metafisico, ma ciò, se può essere vero sul piano dell'ispirazione e dei fini ultimi, dal punto di vista delle priorità teoretiche non sembra corretto.
Le analisi svolte nel saggio dimostrano infatti che la teoresi del filosofo milanese è dominata dalla problematica gnoseologica, soprattutto a causa dell'ineludibile funzione propedeutica che quest'ultima viene ad assumere rispetto alla costruzione metafisica.
In particolare si mette in rilievo come il ruolo della dottrina epistemologica, di stretta derivazione attualistica, consista nel fondare una metafisica di stampo squisitamente aprioristico.
Tale fondazione è tuttavia giudicata invalida, sia rispetto alle proprie premesse gnoseologiche, sia rispetto ai propri esiti metafisici, sulla base di un'attenta valutazione teoretica dei testi bontadiniani, che ne rivela le tante aporie e le esiziali contraddizioni.
Alessandro Sanmarchi (1968) si è laureato in Filosofia presso l'Università Cattolica di Milano con una tesi intitolata: Causalità e TV via tomistica nell'interpretazione di Cornelio Fabro. Ha successivamente conseguito il dottorato di ricerca in Filosofia presso la Pontificia Università Lateranense a Roma, presentando una tesi che, rivista e ampliata, costituisce l'oggetto del presente volume. Collabora con la «Rivista di Filosofia Neoscolàstìca» e con «Aquinas».