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Architettura e fascismo
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| | €10,00 |
Legenda:
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Contenuto
Il vivace processo di revisione storica, di cui è oggetto da qual-che anno il regime fascista, ha infine interessato anche il campo architettonico che sembrava fino a ieri consegnato senza appello alla sfera della demonologia. L'ormai cospicua letteratura dedicata a questo argomento, dietro professioni rituali di rifiuto e di condanna, offre un quadro assai stimolante di parziali riconoscimenti e di prudenti ammissioni che non coincidono, anzi discordano, nei vari autori, così da invitare ad un'operazione di confronto e di verifica. Ne risulta un dibattito culturale libero e pieno di vita (di cui la scelta antologica offre al vivo uno spaccato delle varie componenti — Bardi, Pagano, Gruppo BBPR, Piacentini, Longanesi, Maccari, Ojetti, Bontempelli, Luchini, Colla — con testi ripubblicati qui dopo quasi 50 anni di oblio) ed una pratica architettonica ed urbanistica nient'affatto provinciale, che non sfigura a livello europeo. Anzi il periodo fascista si configura come il periodo che consente di recuperare il ritardo, accumulato nei confronti della cultura architettonica internazionale nella seconda metà dell'Ottocento e nel primo ventennio del secolo.
Carlo Fabrizio Carli, nato a Roma nel 1948, si è laureato nel 1973 in ingegneria con una tesi di argomento urbanistico. Esperto di problemi architettonici ed urbanistici, svolge da anni attività pubblicistica, collaborando a quotidiani e riviste, tra le quali « Intervento » e « La Torre ».
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