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Scuderie dell'occidente (Le)
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| | €18,00 |
Legenda:
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Disponibilità |
Contenuto
Ho voluto, in questo libro scritto di getto, diagnosticare le ragioni del disastro, del disordine e della disperazione che piega le ginocchia di un Occidente a corto di fiato, di miti, di stile e di morale. Per lungo tempo ho pensato in sintonia con la decadenza e vi ho trovato tutte le delizie e le facilitazioni. Dopotutto, lasciarsi cullare dalle onde, anche se il mare è inquinato, è piacevole. Mi era stato promesso un bell'avvenire di pecora intellettuale belante le utopie moralistiche del tempo. Il secolo è folle. Folle di viltà, di spirito rinunciatario, di menzogne, di imposture e di brutture. Non ne potevo più. Ho voluto rendere una testimonianza.
Jean Cau è stato, secondo la sua espressione, « membro dei reparti d'assalto dell'intelligenza di sinistra ». Festeggiato, adulato dalla borghesia progressistica, ebbe il Prix Goncourt a 36 anni, per la « Pitie de Dieu ». Aveva aperto, insomma, il cursus honorum classico, riservato agli scrittori di sinistra, quando, tornato nel 1962 dall'Al¬geria, affermò che la sola possibilità per l'Algeria di salvarsi, una volta conquistata l'indipendenza, era quella di diventare francese. Scandalo clamoroso, imperdonabile. Così quel giorno Jean Cau sceglieva un altro cammino e partiva, zaino in spalla, alla « riscoperta di alcune evidenze ». Di Jean Cau abbiamo già pubblicato II Papa è morto.
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