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Storie di Sciti
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| | €25,00 |
Legenda:
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Disponibilità |
Contenuto
Affascinanti e in parte misteriosi come molti "popoli delle steppe", gli Sciti, tri-bù iraniche provenienti da Oriente, compaiono agli inizi del I millennio avanti Cristo nella zona a nord del Mar Nero e nell'Asia anteriore. Le guerre con Urartei e Assiri e, più tardi, la colonizzazione greca del Ponto Eussino, li metteranno in contatto con le grandi civiltà dei Vicino Oriente e con il mondo classico; proprio Erodoto e in parte Luciano ci offrono così le informazioni più abbondanti e dettagliate sulla religione, le strutture sociali, i costumi, consegnandoci episodi o tradizioni criginali: i doni aurei caduti dal cielo, i sacrifici umani alla morte del re, la soppressione dei vecchi, la nevicata di piume del Grande Nord...
Frammenti di un disegno più vasto, e colorato come i loro inimitabili feltri, che appena si lascia intravvedere, illuminato anche dallo splendore degli oggetti e di gioielli di bronzo e d'oro — "l'oro degli Sciti" appunto — che via via i tumuli ci hanno restituito.
Ma la loro testimonianza non si limita a questo: pure rivive nelle leggende e nei racconti, nella mitologia e nel folklore dei loro discendenti, gli Osseti, e di altre popolazioni del Caucaso che da questi hanno attinto. Le imprese di Batraz, l'eroe d'acciaio, il destino, solare e tragico insieme, di Soslan, la vicenda commovente di Acyruxs, la donna dalla mano luminosa, la presenza beffarda e maligna di Syrdon o quella provvida e piena di risorse (anche magiche) di Satana, la madre dei "novantanove" eroi Nartì, affidati alle straordinarie capacità comparative e ricostruttive di Georges Du-mézil, vanno a formare così lo sfondo unitario e variegato dove naturalmente si inseriscono, e si spiegano, le scene schizzate da Erodoto. L'affresco che ne emerge, cui l'Autore garantisce il rigore scientifico che è inutile sottolineare, rende così l'immagine più completa e precisa della cultura degli Sciti nei suoi diversi aspetti; e insieme rende, con il fascino di mille racconti, che di continuo si intrecciano e snodano; gli echi vanno lontano, rimbalzando da episodi dell'epica indiana a miti nordici, come quello di Balder, a immagini, perfino, del mondo cavalleresco, come quella, misteriosa e inquietante, della morte di Artù.
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