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Mea Culpa - La bella rogna

Categoria: contemporanea
Produttore: Guanda

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Anno: 1982
Autore: Louis Ferdinand Céline
Pagine: 199

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Contenuto

Pubblicati, rispettivamente, nel 1937 e nel 1941, Mea culpa e La bella rogna appartengono alla serie dei pamphlets d'argomento politico-morale che costarono al loro autore, dopo la guerra, un'infamante condanna e una dura emarginazione, ponendo le premesse di quel «caso Celine» che dura ancor oggi con effetti di sorprendente virulenza come hanno fra l'altro dimostrato, lo scorso anno, il clamore, l'interesse e lo scandalo suscitati dalla pubblicazione, in questa stessa collana, di Ba-gatelle per un massacro. Con questo volume, Guanda intende dare un seguito organico e a suo avviso doveroso al programma - iniziato appunto con la proposta del testo integrale di Bagatelle - di completare agli occhi dei lettori italiani l'immagine di uno dei più grandi scrittori del nostro secolo, ingiustamente e arbitrariamente mutilata dalla cen-sura che da più di quarant'anni grava su una parte cospicua e - nel bene e nel male - indispensabilmente significativa della sua opera. Comunque si voglia giudicare il contenuto ideologico dei pamphlets (ma sarebbe il caso di ricordare, almeno ogni tanto, che si tratta di testi letterari, nei quali la natura metaforica del discorso prevale di gran lunga sui suoi significati apparenti), resta il fatto che è impossibile capire il passaggio di Celine dai primi capolavori narrativi (Viaggio al termine della notte, Morte a credito) a quelli della maturità (Il castello dei rifugiati, Nord, Rigodon) se ci si ostini a prescindere, in base a un'astratta discriminazione ideologica, dalla straordinaria novità stilistica introdotta dalle concitate, roventi, apocalittiche invettive cui lo scrittore s'abbandonò - senza mai perdere, tuttavia, il controllo della sua prodigiosa scrittura - in queste pagine «infami» o (come a noi sembra più giusto dire) supremamente rischiose, provocatorie e laceranti. Ma se, in linea generale, il modo più saggio e proficuo per accostarsi al Celine dei pamphlets è quello di cercarvi lo scrittore e non l'ideologo, il disperato, sregolato profeta di sventure e non il presunto fautore o propagandista di crimini storici, è quanto meno opportuno operare in esso qualche distinzione. Così, per quanto riguarda i due testi qui riuniti, sarebbe davvero ingenuo, se non fosse soprattutto tendenzioso, accomunare in un'unica esecrazione e sotto un'unica etichetta, quella dell'antisemitismo, gli esulcerati e deviati anatemi di La bella rogna con la polemica antisovietica di Mea culpa, probabilmente la più implacabile, ma anche la più lucida requisitoria contro l'involuzione burocratica, poliziesca e neoborghese della Rivoluzione d'ottobre che la cultura occidentale abbia avuto la capacità e il coraggio di produrre in quegli anni.






 
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