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Una ricerca che, al di là delle suggestioni e del conformismo della storiografìa dominante, indaga i veri retroscena delle rivoluzioni del Settecento, da quelle intellettuali a quelle politiche che sfociarono nella Rivoluzione francese - la «Grande Rivoluzione».
In pagine penetranti e briose, non prive di una certa predilezione per il lato aneddotico e il bozzetto psicologico, con la sua opera Bernard Fay documenta il ruolo determinante svolto dalla massoneria - arma
«formidable» - nella diffusione delle nuove idee illuministiche e nella preparazione del 1789.
Egli offre in questo modo un importante contributo al dibattito storiografico sulle origini della Rivoluzione francese, inserendosi a pieno titolo nel filone della migliore storiografia controrivoluzionaria che ebbe nell'abate Augustin Barruel, autore dei
Mémoires pour servir à l'histoire du jacobinisme (1797-98), il padre incontestato.
Bernard Fay (1893-1978) fauno dei più brillanti storici della sua generazione.
Cattolico, specialista del XVIII secolo, fu docente di letteratura francese al Collège de France. Nel 1940 fu nominato Direttore della Biblioteca Nazionale, e in questa veste fece in modo che gli archivi del Grande Oriente di Francia fossero trasferiti alla Biblioteca Nazionale per esservi esaminati.
I «liberatori» non gli perdonarono l'anticonformismo accademico e la fermezza con la quale aveva condotto la sua battaglia culturale. Benché non si fosse macchiato di alcun crimine, fu arrestato, malmenato, processato e condannato ai lavori forzati, alla confisca dei beni e alla degradazione nazionale.
Egli tuttavia rimase fedele ai valori per i quali aveva sempre combattuto, come testimoniano le opere da lui pubblicate negli anni seguenti.