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Napoli spagnola - La tappa aragonese (vol. I)
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| | €15,50 |
Legenda:
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Disponibilità |
Contenuto
Obiettivo dello studio è la confutazione della "leggenda nera" divulgata dalla storiografia risorgimentale su una pretesa Napoli tenuta schiava dallo straniero e incapace di autonomia morale e culturale. Don Francisco Elìas de Tejada sostiene precisamente il contrario. Napoli, in quei tre secoli e mezzo, entrando nella grande confederazione delle Spagne, conservò le proprie particolari istituzioni, le proprie tradizioni, la propria cultura e si inserì con entusiasmo nelle guerre che i re ispanici condussero per difendere la fede cattolica in tutta Europa e perfino nelle Americhe contro l'insidia protestante, per contenere le prepotenti rivalità di Veneti e Fiorentini, della Francia e del Papato, e per allontanare definitivamente la minaccia turca dalle coste del Regno.
Prova della perfetta coincidenza della vocazione politica del Regno con le vedute dei Re ispanici è la concorde letteratura politica nostrana che è di pieno appoggio all'azione internazionale spagnola, e inoltre la straordinaria fioritura di testi inerenti alle libertà ed ai privilegi della Nazione e alla sua configurazione statuale, garantita da adeguate limitazioni del potere e da originali istituzioni e corpi intermedi.
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