L’Io di Cristo

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ISBN 978-88-85742-15-4
Categoria EFFEDIEFFE
Editore EFFEDIEFFE
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CLASSICI della TRADIZIONE CATTOLICA N.19

Le meraviglie della scienza multiforme dell’anima e del Corpo di Cristo spiegate nella monumentale opera del card. Pietro Parente

Per il cattolico non esiste Mistero più grande di questo: Il Verbo si fece carne. Gesù Cristo è veramente uomo pur non avendo una personalità umana.

Un mistero – inesauribile, ma indagabile – che solo lo Spirito può rivelare all’uomo credente, sul quale inciamparono i giudei, cozzarono gli eretici, negarono gli irreligiosi.

È il miracolo più grande dell’onnipotenza divina. È il vertice della Fede cattolica che nessun cristiano può mettere in dubbio o intorno al quale può avere libertà di errare.

Ma negli ultimi decenni questa Formola è stata compromessa. Oggi gli errori ritornano (Nestorianesimo, Monofisismo); anzi è lo stesso Errore che ritorna sempre. Nell’ambito teologico aggiornato si ripresenta la tentazione diabolica di voler ‘dividere Cristo’ (S. Giovanni).

Oggi un certo umanismo teologico tende ad accentuare l’elemento umano di Cristo, la sua autonomia e la sua coscienza fino all’affermazione di una personalità umana in Cristo, autonoma dalla Persona del Verbo. Protestantesimo liberale e razionalismo tentarono già di fare questa applicazione, finendo col ridurre Gesù ad un semplice uomo che ebbe una “profonda esperienza del divino” vagamente intesa più come termine di un sentimento che come oggetto reale dimostrato con la ragione.

È l’eterna tentazione e lo scoglio sempre pericoloso per chi si mette a navigare sugli abissi del mistero dell’Uomo-Dio senza sicure premesse (la via Tomista classica). Eresie e pericoli di cui il cattolico, oggi male istruito, più non si avvede.

Se gli studi su Nostro signore di stampo neo/modernistico imperversano in ambiente ecclesiale (Rahner, Bergoglio, Walter Kasper), la monumentale opera del card. Parente – che è “una pietra miliare nella storia della Cristologia moderna” (Antonio Piolanti) – conserva ancora la sua grande attualità dopo 60 anni dalla 1a edizione (1951-55).

Per tale motivo abbiamo deciso di ripubblicare il capolavoro di P. Parente, perché esso torni a riavviare gli studi sul Mistero più grande del Cattolicesimo, che il modernismo vorrebbe distruggere.

Ma in questa attualità vi è soprattutto un ordine di importanza spirituale per noi: il ruolo dell’Io di Gesù nella nostra Vita, per contemplare il quale occorre studiare con amore, avendo chiari i concetti che Parente – massimo esponente della ‘scuola romana’ del XX secolo – ha esposto meravigliosamente nella sua opera, valendosi di una perfetta filosofia, ed ancor più di un piissimo amore per la persona di Cristo.

Il cristiano potrà orientare il suo intelletto al Dio Incarnato attraverso queste pagine di teologica verità al fine di difendere la vera Divinità di Cristo.

Articolo di presentazione su EFFEDIEFFE.com


Voce dellautore estratta dal libro:

«L’Umanità di Cristo doveva possedere in modo perfettissimo la visione intuitiva dell’essenza divina per poterla comunicare a noi. Egli visse come in due mondi, quello temporale, contingente, sensibile, e quello eterno, dell’assoluto e del soprasensibile. Finalmente Egli amava come comprensore, in forza della visione beatifica. Nella sua anima la carità soprannaturale ardeva già in modo incomparabile, secondo la grazia santificante che in Lui era senza limiti.

 (...) Oggi però è abbandonata l’idea di una Persona Divina (Verbo) che assume la natura umana, e tuttavia si parla vagamente di una certa Divinità di Cristo. La salvezza proverrebbe dal Dio unico, che si serve dellUomo Gesù per comunicarla.  (...) La teoria kenotica, sia nella sua forma primitiva (tedesca), sia nella nuova veste a colore psicologico, si risolve in una visione umanistica di Cristo, a scapito della sua Divinità. È il Modernismo entrato nell'Anglicanesimo, che con la critica testuale dellEvangelo costruisce un Cristo perfetto Uomo, che però non riesce ad essere insieme anche Dio, ma tende a sentirsi tale per le oscure esperienze del subcosciente.

 (...) Ma alla luce della metafisica e della Teologia di S. Tommaso, in cui confluisce e culmina il meglio del pensiero tradizionale umano e divino, e sulla scorta delle più sicure conclusioni della psicologia moderna, è possibile affrontare il problema assai arduo dell’unità di Cristo. È possibile domandarsi non come Cristo sia uno (sul piano ontologico-dinamico), ma come Cristo si senta uno. E questo, per noi cattolici, è un mistero tra i più affascinanti. Perché per un uomo qualunque il problema non è estremamente difficile, poiché trova la sua soluzione nellunica coscienza, che ogni individuo possiede. Ma in Cristo il problema si esaspera, perché ci troviamo di fronte a un Uomo-Dio, che è una Persona divina sussistente in due nature, una divina e l'altra umana, che distano tra loro infinitamente e hanno ciascuna la propria volontà, la propria intelligenza, la propria attività e anche la propria coscienza».


Con presentazione a cura di d. Curzio Nitoglia

(500 pagine con bandelle)


Pietro Parente

Pietro Parente (Castelnovo Monterotaro di Foggia, 1891 – Roma, 1986) si laureò in Filosofia al S. Apollinare e in Teologia alla Lateranense nel 1915. Nel 1925 si addottorò in Lettere classiche all’Università statale di Napoli. Nel 1926 fu chiamato ad insegnare Teologia dogmatica all’Università Lateranense, nel 1930 l’Università Urbaniana (o De Propaganda Fide) gli affidò la medesima cattedra. Nel 1934 divenne Rettore dell’Urbaniana. Nel 1955 Pio XII lo consacrò Vescovo e lo nominò Arcivescovo di Perugia ove rimase sino al 1959 quando fu nominato Assessore alla Suprema S. Congregazione del S. Uffizio, come vice del Prefetto Cardinale Alfredo Ottaviani e tornò a Roma. Nel 1967 fu creato Cardinale. Si è spento a 95 anni a Roma nel 1986.

Le sue opere principali (tra i circa 600 titoli della sua bibliografia) sono: L’Io di Cristo, I ed., 1951; II ed., 1955; III ed., 1981; Teologia di Cristo, in 2 voll., 1970-1971; Il mistero teandrico della Chiesa, 1978; Terapia tomistica, 1979. Ha redatto numerosi e profondi articoli di Teologia dogmatica sull’Enciclopedia Cattolica (Città del Vaticano, 12 voll., 1949-1954).

Parente fu un maestro di sana Teologia tomistica soprattutto in Cristologia (De Verbo Incarnato, Roma-Torino, Marietti, 1946) e in Ecclesiologia (Theologia Fundamentalis: De Revelatione et De Ecclesia, Roma-Torino, Marietti, 1943), sempre fedele alla Tradizione, attento a non lasciarsi inquinare dal pensiero della Modernità e post-Modernità, non si aprì mai al “Tomismo” trascendentale, che avversò sempre e pubblicamente, convinto che il Cristianesimo non avesse nulla in comune con esso e quindi lo si poteva solo confutare e combattere e non dialogare con esso (cfr. B. Mondin, Dizionario Enciclopedico di Filosofia, Teologia e Morale, Milano, Massimo, II ed., 1994, pp. 616-617, voce “Parente Pietro”).







Anno:  2019
Autore:  card. Pietro Parente
Pagine:  500


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