La Frammassoneria, Sinagoga di Satana

Codice prodotto -
ISBN 978-88-85742-16-1
Categoria EFFEDIEFFE
Editore EFFEDIEFFE
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CLASSICI della TRADIZIONE CATTOLICA N.20

L’inferno, la Sinagoga e l’apostasia, legate insieme contro il Signore e il suo Cristo, ecco la storia del mondo, da secoli e secoli, descritta nell’intramontabile opera di Mons. Meurin

Il celebre testo di Mons. Léon Meurin, La Franc-Maçonnerie, Synagogue de Satan (1893), torna in una nuova edizione italiana a 120 anni di distanza dalla prima (1895). Mai più ristampata, e divenuta oramai introvabile, quest’opera venne definita dal grande sacerdote argentino J. Meinvielle “un libro straordinario, senza dubbio il migliore mai scritto sulla massoneria”.

Cosa documenta in sintesi Mons. Meurin? Che la Massoneria è un’invenzione giudaica per distruggere la Chiesa, un’invenzione giudaica costruita sulla base della Càbala. La Càbala informa quindi la Massoneria, che è dunque un’istituzione cabalistica. La Massoneria, di conseguenza, è il grande nemico della Chiesa e della Civiltà, dell’ordine soprannaturale e di quello naturale.

Ma il dotto gesuita, che fu figura eccelsa di vescovo della Chiesa Cattolica († 1895, vedi biografia), nella sua opera va ancora più in profondità. Mettendo bene in evidenza il rapporto esistente tra cabala e paganesimo e, conseguentemente, tra giudaismo e massoneria, nelle favole blasfeme e sragionevoli dei frammassoni mons. Meurin riscontra l’opera astiosa di una alleanza definitiva tra Satana e la Sinagoga.

Se il lettore intende sapere come i massoni adorano satana, è utile che legga questo libro”, afferma Meurin, promettendo di poter mettere a nudo il vero volto della frammassoneria.

L’opera farà arrivare, in senso sicuro perché integralmente cattolico, là dove la demonolatria più non si nasconde; in quel declivio soprannaturale per il quale la Massoneria fa discendere l’uomo verso l’abisso e lo conduce direttamente ai piedi dell’Imperatore infernale. Meurin accompagnerà il lettore attraverso tutti i gradi massonici secondo il loro vero significato, che portano l’uomo iniziato ad essere uomo cabalistico, giudaizzato e indiavolato.

Il valore scientifico e teoretico di questo libro — riguardo alle origini della Massoneria, al suo sviluppo nei secoli e ai suoi rapporti con le filosofie orientali (molto ben edotte da Meurin, che fu conoscitore dell’ebraico, dell’aramaico e del sanscrito) — è ineguagliabile per chiunque voglia approfondire l’argomento massonico, perché ne spiega in modo insuperato la natura profonda ed oscura, svelando il vero volto dei suoi artefici, anche al di là del 33° grado dove risiedono i capi incogniti.

In definitiva, se si vuole capire la Massoneria quella vera, l’opera di Meurin è obbligatoria e dopo 120 anni mantiene intatta la sua attualità.

Articolo di presentazione su EFFEDIEFFE.com


Voce dellautore estratta dal libro:

«Si è costretti ad ammetterlo: tra la filosofia cabalistica e l’antico paganesimo, havvi una connessione intima che è difficile spiegare in un’altra maniera che per l’ispirazione di uno stesso autore, cioè del nemico del genere umano, dello Spirito di menzogna. (…) È là che si trova la sorgente avvelenata degli errori e degli odii soprannaturali che riempiono il paganesimo antico e moderno, come l’anima dell’Ebreo della Cabala e dell’adepto della frammassoneria, di una rabbia indescrivibile contro Dio e contro tutti coloro che credono in Dio. (…) Se i farisei non esitarono a crocifiggere il Cristo, essi non esiteranno nemmeno a perseguitare i cristiani la cui fede spirituale è in diretta opposizione con le loro speranze temporali. (…)

Nel corso di questo lavoro noi faremo risaltare l’abilità con cui questo ispiratore delle antiche dottrine pagane è riuscito a separare, dapprima, l’idea delle tre divine persone, conosciute nell’antichità con più o meno precisione (…) e, in seguito, a introdursi lui stesso nella Trinità a fine di ottenere, da parte degli uomini, l’adorazione divina che cercò ardentemente, dicendo: “Io salirò al cielo, sopra le stelle di Dio innalzerò il mio trono (Isaia, XVI, 13)”. (…)

Noi potremmo moltiplicare le testimonianze degli stessi adepti della massoneria per mostrare, ciò che d’altronde vedremo più tardi, come i fratelli sono gradatamente formati, dall’indifferenza religiosa nei gradi inferiori, sino all’anticristianesimo dei Rosa-Croce al 18° grado, al perfetto panteismo della filosofia religiosa degli Ebrei nei più alti gradi (oltre il 33°), e infine al Luciferianismo. La luce massonica, promessa ai candidati delle logge, si termina nelle tenebre della teosofia cabalistica e del culto di Lucifero.

Insomma, la Cabala ebrea di Babilonia fornisce la più perfetta interpretazione dei misteri massonici. La profondità in cui bisogna discendere per iscoprire, in mezzo ad una quantità di simboli che cozzano insieme, il vero senso di questi misteri, giustificano interamente la nostra opinione: la frammassoneria è il risultato pratico di un Patto occulto tra l’Inferno e la Sinagoga decaduta; questo patto ha per primo scopo la soggezione dell’Universo alla dominazione della Sinagoga; per secondo scopo, l’annientamento completo del cristianesimo, e per ultimo scopo, sconosciuto forse agli stessi Ebrei, la corruzione totale del genere umano e il trionfo di Lucifero su Jehovah; di cui l’Arcangelo decaduto usurpa il nome per usurparne ancora il Regno.

I frammassoni zimbello degli Ebrei, e gli Ebrei con i frammassoni zimbello di Satana, ecco lo spettacolo che questo secolo presenta al nostro sguardo attristato!».


Con presentazione a cura di d. Curzio Nitoglia

(506 pagine con bandelle)


Mons. Léon Meurin

Johann Gabriel Leo Meurin nasce il 23 gennaio 1825 a Berlino (Germania). Educato in Renania, fa i suoi studi di filosofia e teologia al Seminario di Colonia. Poco dopo la sua ordinazione sacerdotale nel 1848, date le sue doti intellettuali, morali e apostoliche, viene scelto quale segretario privato dall’Arcivescovo di Colonia, il cardinale Johannes von Geissel. L’8 aprile 1853 entra nel noviziato della Compagnia di Gesù. I suoi studi lo portano a Bonn, Roma e Tubinga. Inviato in India con un gruppo di gesuiti tedeschi, sbarca a Bombay il 27 ottobre 1858. Successivamente è cappellano militare a Pune, sacerdote a Candolim (Goa), e partecipa alla fondazione del nuovo Collegio dei Gesuiti “San Francesco Saverio” a Cavel.

Nel 1867 Pio IX, dato il suo valore e le sue spiccate qualità, lo nomina Vicario Apostolico di Bombay. Viene quindi consacrato il 2 febbraio 1868 con il titolo di Vescovo in partibus d’Ascalona in Palestina. Torna in Europa dove è chiamato a partecipare al Concilio Vaticano I.  Essendo il Concilio sospeso il 20 ottobre 1870, Meurin fa il suo ritorno a Bombay. Qui è molto attivo, lanciando nel 1872 due riviste cattoliche, la Pastorale Gazette in lingua inglese e l’India Católica in portoghese. Nel 1876 è visitatore apostolico delle Chiese orientali cattoliche del Kerala. Tra il 1881 e il 1885 fonda la parrocchia di Sant’Anna, una nuova missione a Kendal, un istituto per sordomuti e il lebbrosario di Trombay (Bombay). Nasce anche una nuova rivista: il Messaggero del Sacro Cuore.
Incoraggiando i nuovi istituti educativi per i giovani (Collège universitaire Saint-Francois-Xavier) come per le ragazze (St. Mary College), e insistendo sul fatto che sia data una buona formazione ai cattolici, Meurin dona nuova visibilità al Cattolicesimo a Bombay. Egli è anche un erudito oratore, esperto musicista e buon predicatore, anche in lingua marathi.

Nel 1886 viene richiamato a Roma. Leone XIII lo nomina Arcivescovo titolare di Nisibi (la moderna Nusaybin), nella Turchia sud-orientale, e successivamente Vescovo residenziale di Port-Louis, capitale dello Stato di Maurizio oggi conosciuto come Isola Mauritius nell’Oceano Indiano. Muore il 1° giugno 1895. Viene sepolto nella Cattedrale di Port Louis.

Le sue opere principali sono: God and Brahma, Bombay, 1865; The Padroado Question and The Concordat Question, Bombay, 1885; Zoroastre and Christ, Bombay, 1882; Mémorial to the R.H. the Secretary of State for India in Council, Bombay, 1883; Ethics, Port-Louis, 1891; La franc-maçonnerie, synagogue de Satan, Paris, 1893.







Anno:  2019
Autore:  Léon Meurin S. J.
Pagine:  506


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