Vangelo nelle Americhe (Il)

Codice prodotto 978-88-85223-06-0
Categoria EFFEDIEFFE
Editore EFFEDIEFFE
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Il cosiddetto Nuovo Mondo, all’arrivo dei conquistadores spagnoli, era una sorta di paradiso terrestre? Sono attendibili le denunzie storiche mosse dal grande accusatore Bartolomeo de Las Casas? Gli Indios vennero massacrati e maltrattati dai cattolici come avvenne nel caso degli Indiani d’America per mano dei protestanti? I Sovrani cattolici (in particolar modo Isabella di Castiglia) e la stessa Chiesa dell’epoca, si disinteressarono della sorte di quelle genti, travolte da una Conquista ingiusta e spogliatrice? Le encomendias servirono all’asservimento degli indigeni o alla loro protezione?

L’autore, ricercatore di fama mondiale, smonta larga parte delle accuse contenute nella famigerata “Leggenda Nera” antispagnola ed anticattolica e sfata il mito che il nuovo mondo fosse, all’arrivo dei conquistadores, una sorta di paradiso terrestre: basti pensare che alla vigilia della scoperta, nel 1487, gli Atzechi sacrificarono ventimila prigionieri in occasione dell’inaugurazione di un nuovo tempio. Ricorda come sia stato proprio Cortés, superata la prima fase della Conquista, a promuovere la protezione degli indiani e che le cause del primo regresso demografico delle popolazioni indigene non sono imputabili a massacri indiscriminati o a maltrattamenti, ma ai virus del morbillo e del vaiolo, di cui gli europei erano portatori sani  e di cui gli indios non possedevano gli anticorpi; se vi furono uccisioni o maltrattamenti (isolati), questi furono prontamente repressi dietro le denunzie della Chiesa cattolica e per iniziativa dei Sovrani spagnoli, autori di una rigorosa legislazione a tutela degli indigeni (meno fortunati furono i nativi del nord America, identificati come il diavolo dai protestanti).

Una “bella lezione di storia” è dunque quella di Dumont, che sapientemente illustra una meravigliosa pagina del cristianesimo di cui i cattolici dovrebbero tornare a sentirsi fieri.

  Jean Dumont

JEAN DUMONT (1923-2001) nasce a Lione dove si laurea in storia e filosofia. Quindi consegue la laurea in giurisprudenza a Parigi. Insieme a Regine Pemoud e a Philippe Ariès incarna la scelta – tipicamente francese – di svolgere la professione di storico al di fuori delle università, a contatto diretto e spesso itinerante con gli archivi. Per oltre quarant’anni, in qualità di direttore editoriale, ha curato collane storiche presso importanti editori francesi. In questa veste ha pubblicato – ma spesso anche ideato, commissionato, rivisto, annotato – oltre mille opere storiche, diventando un punta di riferimento imprescindibile per tre generazioni di cultori francesi della materia. Infaticabile ricercatore di inediti, ha ritrovato fra l’altro il salterio di Anna Bolena – un documento cruciale per la storia della Riforma – e gli archivi delle famiglie spagnole Valdes e Cervantes. Maestro capace di suscitare e di organizzare intorno a se il lavoro degli storici, Jean Dumont viene considerato uno storico di fama mondiale per le sue ricerche sulla vita religiosa soprattutto dei secoli dal ‘500 al ‘700 in Spagna, nelle colonie spagnole e in Francia. Particolarmente noti e autorevoli sono i suoi lavori sulla Inquisizione spagnola. Convinto della necessità di diffondere capillarmente la cultura storica e di sfatare i luoghi comuni propagati dalle ideologie, Jean Dumont ha raggiunto il grande pubblico con due best-seller: L’Église au risque de l’histoire (Criterion, Limoges 1982), una rassegna di “miti” sulla storia della Chiesa (da cui questo libro è tratto), e La Revolution française ou les prodiges du sacrilege (Criterion, Limoges 1984).




Anno:  2013
Autore:  Jean Dumont
Pagine:  144


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