Massoneria e comunismo contro la Chiesa in Spagna (1931-1939)

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Editore EFFEDIEFFE
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Sulla guerra di Spagna grava il silenzio delle grandi occasioni. La storiografia ufficiale tratta l’evento - per dire meglio: la somma d’eventi che a partire dal 1931 sfociarono nella guerra civile, dal 1936 al 1939 - alla stregua di un conflitto periferico, “tipicamente spagnolo. Il silenzio della storia s’interrompe solo con qualche menzogna occasionale, quando il generale Franco viene dipinto come un divoratore di libertà costituzionali ai danni dei poveri rossi. Il metodo ricorrente nella cultura ufficiale non sorprende. La guerra di Spagna vede il sistema compiuto del fronte “progressista” nelle sue componenti e nella sua logica portato alle ultime conseguenze.

Massoneria e comunismo fecero fronte comune, prima e durante la guerra civile; contro la falange, si dirà, contro i legionari e i nazionalisti di Franco. No: contro la Chiesa e i suoi difensori. Questo fu chiaro sin dalla rivolta delle Asturie dell’ottobre del 1934 e quindi due anni prima dell’inizio della guerra civile, quando i comunisti e gli anarchici dell’ “esercito rosso” appendevano a ganci da macellaio i sacerdoti con la scritta: “carne di porco in vendita”.



Anno:  2000
Autore:  Mattioli V.
Pagine:  252


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